Crisi dei mutui americani

In questo periodo si parla molto della crisi finanziaria americana, e molta responsabilità è attribuita ai mutui concessi dalle banche; dato il timore dilagante in Italia, cerchiamo di capire cosa è successo e quali sono le eventuali similitudini e differenze.

Il tasso di un mutuo in America dipende da molti fattori, tra cui la”reputazione” che si è costruito il debitore e il numero di prestiti richiesti nel tempo.

Nel momento in cui una persona va in banca per la prima volta a richiedere un mutuo, indipendentemente dalla somma richiesta e dalla scelta di tasso fisso o variabile, gli viene applicato un tasso molto elevato.

Andando a chiedere successivi mutui, il tasso verrà calcolato in base ai pagamenti effettuati in precedenza, cioè un debitore che paga le sue rate puntualmente avrà tassi più bassi.

Maggiore solidità si è dimostrata più sono bassi i tassi.

Il punto debole di questo sistema è che se una persona contrae una serie di prestiti piccoli e li ripaga precisamente, col tempo avrà la possibilità di richiedere prestiti più onerosi a tassi vantaggiosi, ma non è detto che possa ripagare anche questi.

In Italia il sistema è diverso: i tassi vengono legati all’Euribor, che è il tasso con cui le banche europee si ripagano a vicenda i prestiti, ed è fortemente legato col costo del denaro deciso dalla banca centrale europea.

Quindi già il valore dei tassi guarda un po’ tutto l’andamento dell’economia.

Altro aspetto importante è che il valore del tasso è molto influenzato dalla somma richiesta e dal tempo in cui si decide di ripagarla.

Per citare esempi specifici, quando si richiede un mutuo per l’acquisto del 100% di una casa, o si richiede di ripagarlo in 40 anni, Unicredit-Banca di Roma applica solo il tasso variabile.

Se questo può sembrare un male per il cliente, in realtà le garanzie sulla solidità della banca garantiscono il cliente.